VIBROMETRI

Le normative vigenti prevedono la misura delle vibrazioni cui è sottoposto un lavoratore, sia quando quest’ultimo lavora a contatto con un utensile vibrante (vibrazioni al sistema Mano Braccio), sia quando è sottoposto a vibrazioni che interessano tutto il corpo (vibrazioni al sistema Corpo Intero).

L’esposizione professionale a vibrazioni meccaniche può presentare rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Se non è correttamente valutata e se non vengono messe in atto, da parte del datore di lavoro tutte le misure tecniche e organizzative di prevenzione e protezione consentite, questa esposizione può portare a severe conseguenze.

Il metodo più comune per misurare le vibrazioni è quello di utilizzare un sensore di vibrazioni,  posizionato sulla superficie vibrante.

I sensori di vibrazioni si distinguono per tipologia di applicazione – Mano Braccio o Corpo Intero e, quindi, in particolare per sensibilità. Inoltre, a seconda dell’applicazione, la normativa tecnica indica curve di ponderazione in frequenza e impostazioni differenti.

I vibrometri si dividono in due principali categorie:

Vibrometri monoassiali: la sensibilità della sonda si ha perpendicolarmente alla sua base di appoggio (asse di sensibilità).
Vibrometri triassiali: all’interno della sonda si hanno cristalli sollecitati lungo tre direzioni mutuamente ortogonali (X, Y, Z).